Archivio mensile:maggio 2009

La cameretta – II

La parete ovest oggi aveva un po’ freddo, era evidente da come mi guardava da dietro i poster dei miei eroi, da dietro le foto ricordo che vi ho appeso la notte quando le mie gambe non vogliono saperne di restare stese. Questo pomeriggio ho fatto ordine tra le mie cose, fuori c’era la pioggia ed io sono rimasto un po’ ad osservarla dall’occhio spalancato della parete sud- Il cielo era grigio, le strade bagnate, deserte e senza neppure un tappeto di foglie come in autunno. Del resto è maggio e quando piove in strada non resta che una schiuma bianca come sapone mista ai volantini di qualche cinema all’aperto o di qualche ristorante cinese. Ho sistemato i miei scaffali, ho riposto i miei vestiti nei cassetti, le scarpe sotto al letto. Nell’armadio adesso è tutto a posto, i libri di mia madre su come coltivare i gigli, le conchiglie, le mie parole magiche, le provette e tutti gli altri me che stanno in silenzio e vivono dietro a queste ante. Dopo aver piegato i calzini per sicurezza mi sono contato ed il risultato è che io attualmente qui siamo sette, come i re di Roma, i nani di Biancaneve, i peccati capitali.

Le allegrie di Calro

Mi chiamo Calro ed oggi sono giunti messaggi molto chiari circa la mia situazione sentimentale. 

Il recente aggiornamento sul mio stato interiore infatti secondo l’ultima estrazione di dati ha evidenziato che la mia anima gemella sarebbe morta nel terremoto che ha devastato la provincia del Sichuan lo scorso maggio.

Per questo motivo la sezione “Sentimenti/Amore vero” del mio profilo è stata messa in stato di ibernazione temporanea per poi essere definitivamente eliminata una volta confermati i dati. La cosa positiva è che in questo modo rimarrà maggiore spazio per le altre sezioni del mio dossier personale: “Neurovegetazione e Funzioni Primarie”, “Lavoro, Shopping e Sorrisi” e “Condivisione Miti Comuni”. Quest’ultima sezione è a mio avviso molto importante, sto cercando di sforzarmi molto per progredire nelle mie capacità di condivisione e comunicazione con gli altri. Ho quasi finito il primo volume di esercizi “Discorsi sul tempo ad uso socio-morale” che è moltissimo interessante ed ho iniziato a vedere le trasmissioni in tv seguendo il programma di conversazione della mensa aziendale, così a tavola riuscirò a stare sempre meno zitto.

A dire il vero questa notizia sulla morte della mia anima gemella in realtà mi ha molto turbato, mi chiedo come fosse questa anima, come si chiamasse il suo corpo. La mia solitudine ha iniziato a farsi sentire, mi pesa questo essere ormai l’unico referente dei miei slanci di passione.

Spesso sento dire che tutti sono soli in fondo ed in modo disperato, ma se è davvero così, dov’erano tutti questi soli stasera mentre mi aggiravo tra gli scaffali del supermercato aggrappato ad un carrello vuoto in cerca di un’occasione? Non c’erano persone stasera, solo corpi deambulanti in cerca di cereali al miele, latticini, calzini in offerta, non certo dei miei occhi.

Temo proprio che ci sia stato un accordo segreto, una rivoluzione silenziosa in cui tutti si sono alleati in comunelle e ora se stanno al sicuro dentro alle case mentre io sono rimasto l’unico la sera a camminare dentro ai supermercati.

Pausa

"Alla pausa mi siedo sulla panchina ci son nuvole ma meglio della pioggia di ieri…" così mi ha scritto ed allora  non ho potuto resistere oltre al mio tavolo, impugnata la giacca come un sacchetto della spesa ho guadagnato l’uscita, al cancello mi sono fermato. Il traffico è rarefatto, davanti all’ingresso principale al centro dell’aiula sta un albero smisurato che divide la strada. Pochi passi e sono al giardino pubblico, alle panchine, pesto l’erba, cose che frusciano, pezzi di carta e mi siedo. Osservando il cielo le nuvole sono evidenti, immobili, faccio un respiro un po’ forte e il grigio mi sovrasta  la testa, l’attraversamento pedonale. Oggi verrà a piovere ha detto il capo, ancora non è caduta una goccia e restano soltanto le nuvole a trattenere questi istanti.

I Dinosauri

Quando giocavo da bambino con i dinosauri, non pensavo alla loro estinzione, non pensavo al traffico fuori dalla porta, ai mendicanti del nosocomio all’angolo della strada  che a volte attraverso le inferriate del cancello chiedevano sigarette. Di tanto in tanto facevo disegni con i miei genitori felici e spesso  in tv c’era topo gigio. Quando per terra strusciavo sulle ginocchia e i dinosauri combattevano, non pensavo che un giorno avrei avuto bisogno di ben altra compagnia che non quella della loro plastica. In maggio la luce filtrava dalla finestra e la sera mia madre mi diceva "Bravo, vai a letto". Io con i dinosauri mi chiudevo in camera, restavo al buio e non pensavo alla loro estinzione. Soltanto una volta mi venne in mente la loro fine, durante il gioco uccisero un piccolo scheletrino in gomma che mi aveva regalato mio padre. Lo ruppero in due, dinosauri assassini.