Archivio mensile:luglio 2009

HO FINITO I BISCOTTI

Mamma stamattina ho finito i biscotti. Ero solo in casa, era presto, il caldo ancora mi permetteva di pensare e in testa mi sono capitati alcuni ricordi. I peluches stanotte odoravano di polvere così li ho messi sotto al letto. Se c’è l’uomo nero moriranno, lui con i denti li ucciderà.  Ho finito i biscotti, li ho mangiati con il latte scremato ed ho fatto il caffè con la moka anche se provo sempre un senso di fatica all’idea di svitarla e riavvitarla. Il rumore del caffè che sale e soffia mi ha ricordato quando ancora in casa con noi viveva papà e la mattina si svegliava prima di tutti e si faceva la barba con la radio accesa. Ricordo che quando papà smise di vivere con noi, scappò con la puttana, tu cominciasti a farmi il bagno più spesso, dopo mi passavi la crema idratante sulle gambe, per camminare meglio vero? Non solo sulle gambe mi spargevi la crema, volevi proprio idratarmi tutto e mi spalmavi fino al collo, sulle guance, sopra gli occhi che tenevo chiusi. Mamma, ricordi di quando sognavo le streghe? Il gatto scappava dentro ai panni sporchi e in cucina c’era rumore di telegiornale, io urlavo "Ci-git Ci-git" e non ero le Momo. No mammina io non sono le Momo, ancora non mi hanno fatto gli elettroshock.

Compleanno

Stasera ho deciso che era il mio compleanno.

In cameretta era entrata la noia da sotto la porta Sud che si chiama Francesca e così ho fatto una piccola festa.

Al negozietto ho comperato l’aranciata, una bottiglia di cocacola light e i dolcini secchi con sopra la ciliegia candita che a volte è verde.

Appena il sole si è fatto biondo cenere ho messo la musica e Louise che è la mia gamba ha ballato. Al negozietto ho comprato anche alcuni cappellini di carta colorata che abbiamo indossato per rendere l’atmosfera lieve.

Alla festa eravamo: io, le viti con la testa a stella, le viti con la testa a croce, il disegno con gli alberi smunti e la mia stanza che ha il soffitto a volte. E a volte no.

cento forme di esistenza mancata

Mi sono preso qualche ora di libertà per far finta di avere una vita.
Ho messo il mio vestito migliore.
Le scarpe bianche nuove.
Ho fatto la divisa nel mezzo.
Esco.
Mamma, esco.
Fuori dalla porta di casa c’è molta luce. Ho un pò di vertigine, ma varco la soglia.
Piove.
Rientro. Non posso bagnarmi le scarpe nuove.
Ci riproverò fra qualche altro anno.
Sono tornato mamma.

Virgo 39

Il suo hobby era bilanciare rotori ed effettuare prove in bunker con le proprie ossa sottovuoto. Amava poi mettere palline di acciaio inox Virgo 39 nel proprio naso ed in quello di "Capra senz’occhi" il suo cavallo di pezza che aveva creato cucendo insieme vecchie mutande ingiallite e  che in sogno divorava mondi. Scialabba Mauro era munito di tare fisiche e mentali, si addormentava adeso alle pareti degli autobus e faceva le bolle col naso strizzando gli occhi. I vicini di gabbia non perdevano l’occasione per vessarlo, e appena potevano gettavano immondizia nel suo giardino colmo di terra marcia e piante rossastre. Una volta Scialabba Mauro era stato perfino denunziato alle autorità competenti, per aver fatto del chiasso nel corso di una notte. Aveva passato brutti momenti, era stato detenuto in talune carceri. Scialabba Mauro per rilassarsi la sera, di ritorno dall’ufficio in cui svolgeva la mansione di portapenne  aveva bisogno di mettersi le dita nel naso mentre studiava i polimeri. Giunto all’età di trentacinque anni decise di fare un bilancio della propria esistenza ed una sera prese un foglio ed una penna e si sedette al tavolo appiccicoso di cocacola light della cucina.

La mattina seguente la signora delle pulizie, tale Germanoni Lorenza lo rinvenne deceduto sul pavimento della cucina, in seguito nel corpo di Mauro furono ritrovate in varie ubicazioni 147 palline di acciaio virgo 39. Sul tavolo la pingue dama trovò poi un foglio in cui lesse: “Il bilancio della vita di me: quello che sono io si chiama Mauro e la mia mammina mi tantissimo vuole bene. Credo.”