Archivio mensile:agosto 2009

Permesso Speciale

Ho chiesto un permesso speciale a lavoro, ho chiesto che le mie mamme possano stare con me in ufficio durante le ore di lavoro, sedute alla mia postazione una da una parte ed una dall’altra e io nel mezzo. Il capo mi ha chiesto per quale ragione io sentissi questa necessità ed io ho pensato che è perché mi sento decisamente solo da quando la scorsa estate ho abbandonato tutti i bonsai in autostrada. Sono un tipo solo, sono tre paia di baffi e mezzo ed un culo. Al capo però non l’ho detto, non voglio che pensi male di me, a lui ho risposto che le mie mamme devono starmi sempre vicine per prepararmi i panini con sopra le marmellatine.

La mamma di Luca.

Luca si svegliò con un sospiro quella mattina.
Tirò il fiato e si sentì in una bolla dello spaziotempo.
Come se tutti i santi, gli eroi, i mostri ed i re del mondo stessero intorno a lui ad osservarlo.
Si alzò lieve e sedette sul letto.
Qualcuno bussò alla porta.
Era un grosso coniglio bianco con enormi e sporgenti occhi rosa.
Il coniglio piegò le orecchie e scivolò dentro la stanza.
Passava a malapena attraverso la porta della cameretta.
Luca non fu sorpreso perché conosceva il motivo di quella visita.
Il coniglio si fermò al suo cospetto e disse: – Io sono la tua morte. –
Luca rispose: – La morte non è la stessa per tutti? –
Il coniglio disse: – No, non lo è. –
Luca sapeva bene perché l’enorme coniglio era venuto e quali fossero le condizioni del patto con lui.
Tuttavia Luca chiese: – Cosa vuoi? –
Il coniglio rispose: – Io vengo per i sogni della tua infanzia. –
Luca disse: – Cosa avrò in cambio? –
Il coniglio disse: – Io ti solleverò da ogni paura e farò ritorno solo fra molti anni. –
Luca annuì e consegnò i sogni della sua infanzia al grosso coniglio bianco dagli enormi e sporgenti occhi rosa e questi lo liberò da ogni paura.
Luca visse molti e molti anni.
La vita di Luca fu serena e piena di sogni adulti.
E Luca fù felice.
Dopo molti anni, in un giorno apparentemente normale, il coniglio bianco fece ritorno.
Si fermò al cospetto di Luca e disse: – Sono tornato. –
Luca senza paura disse: – Ti vedo. –
Il coniglio gli disse: – Io sono il tuo tempo. Vieni con me. –
Luca disse: – Mamma. – e salì sulla schiena del grosso coniglio.
Entrambi scomparirono al di là della porta.
Sul pavimento della cameretta rimasero due cose.
I sogni infantili e le paure di quello che era Luca.

(per il compleanno di Luca)