Archivio mensile:giugno 2010

Tre buste

Mi sono lasciata con Carmine. Voleva comperare casa, parlava di un futuro insieme, di avere un cane e fare la tessera alla videoteca. Gliel'ho detto in fila al supermercato che era finita, quando già eravamo alla cassa e lui stava mettendo sul nastro le girelle, le patatine al bacon, la mortadella. Ha pagato col bancomat, non ha mai i contanti dietro, solo qualche spicciolo nelle tasche dei bermuda. La cassiera ha chiesto se volevamo delle buste e lui non ha risposto, allora io ho detto che ne volevamo tre. Adesso sono a questa festa, è quasi passato un mese. Sto bevendo il terzo martini, sono sola su questa sdraio e la piscina ormai è vuota. Sento la musica, vorrei che fosse amore di Mina che arriva da dentro. Penso che avrei voglia di un figlio, lo vorrei adesso, dal primo sconosciuto che incontro, dal primo tizio che mi guardi come fossi bella, come fossi la cosa più desiderabile al mondo. Vorrei che arrivasse adesso e mi dicesse: ciao, sai che sei uno schianto bambola? Dico sul serio sei proprio uno schianto.

Cantico per trentenni anaffettivi

Sei ancora i significati creati all’alba sotto il cielo della Val d’Aosta.
Il senso è dedicare a loro tutto questo niente.
Tornare, da Uomo, a giocare con la morte in cortile.

Carrozza 3 Posto 37

Si sa che sul treno ci sono sempre dei mascalzoni che ti rubano il posto e ti sciupano la libertà. Stamattina sul mio biglietto avevo scritto Carrozza 3 Posto 37 e quando sono salito sull'espresso Padova-Ascoli un tizio  col naso pieno di bolle gialle ci stava seduto lui invece. Allora mi sono avvicinato ed ho detto: "Senta, io sono Carrozza 3 Posto 37". Lui appena mi ha guardato ed ha detto: "Che importa, un posto vale l'altro". Il fatto che il treno fosse praticamente deserto non cancellava comunque il fatto che fossi io Carrozza 3 Posto 37 e non lui. Allora gli ho detto strappandogli dalle orecchie i suoi auricolari ronzanti: " Senti stronzo questo posto è mio, lo vedi cosa c'è scritto? Carrozza 3 Posto 37, lo vedi qui sul mio biglietto? Questo è il mio posto e tu ora ti togli di mezzo!" A questo punto lui si è alzato e mi ha dato una spinta sulla spalla dicendo di lasciarlo in pace. Non avrebbe dovuto toccarmi la spalla. Con la testata gli ho frantumato la faccia. Poi quando era per terra gli ho triturato le palle a suon di calci allo stronzo. Quello era il mio posto per dio, è quello che ho ripetuto anche alla polizia stasera qui in centrale…e cosa c'entra adesso questa storia che sono un omicida, ero io Carrozza 3 Posto 37 non lui.

Galatine

Stasera si vince dicono in tv, dicono che è certo, che la formazione è in gran forma, che siamo assolutamente i favoriti.
Alla televisione ho visto le immagini dello stadio, è pieno di bandiere dei nostri tifosi che sbandierano forte, anche io sbandiero forte forte sul divano, e tiferò anche se io so che perderemo e che sarà una grande delusione. Purtroppo i segni parlano chiaro.
Come faccio a saperlo?
Dunque, già stamattina ho avuto il primo sospetto quando per ben due volte ho pestato le fughe delle mattonelle del bagno. Poi avevo scommesso con quell'altro me che c'ho dentro alla gola e mi parla in silenzio e mi sfida sempre che non avrei mangiato tutto il tubo delle Galatine ma non ce l'ho fatta, le ho sgranocchiate tutte davanti al Tg.
Poi ho scommesso che se lanciavo il cellulare dieci volte in aria lo avrei sempre ripreso al volo ma al sesto lancio ho sbagliato e quando mi sono chinato per raccoglierlo da terra ho scommesso che si era rotto e che non faceva più e invece maledizione faceva ancora.
E allora per rifarmi alla fine ho scommesso che se fossi riuscito a passare il semaforo col rosso senza essere beccato avremmo vinto la partita stasera.
Io avevo calcolato tutto ma non questo motociclista che è arrivato come un missile…
Un disastro, davvero, e non tanto, credetemi, per il fatto che la fiancata della macchina è totalmente distrutta ma perché la scommessa è persa e di conseguenza anche la partita stasera.
Ho lasciato l’auto in strada, non c’era tempo per sistemarla, ci penserò poi, adesso la partita sta per cominciare ed io dovevo ancora comprare le patatine al formaggio e poi metterle nella ciotola con l’orsetto goloso. Se riesco a mangiare al volo 3 patatine di fila comunque segniamo almeno un gol stasera. Sento le trombette ed i cori dalle finestre dei palazzi di fronte, le sirene per strada, forse un’ambulanza o la polizia, i clacson e il rombo dei motori. Io sbandiero la mia bandierina intanto, sono qui, sul mio divano, seduto nel mio posto strategico, le piante sul davanzale sono tranquille, domani le porto dal dentista.

L’energia solare

Ultimamente c'ho avuto i dubbi nella mente. I dubbi nel profondo, su certe cose che di solito si pensa che siano normali poi non lo sono e le cose sono misteriose.
 
Ieri ho visto Voyager, lì loro non ti dicono le cose comuni, Voyager ha il coraggio di esprimere i dubbi sulle storie che senti nel bar in cui si parla solo se l'Inter vince la tripletta, oppure certi allenatori che guadagnano i milioni.
 
A Voyager parlano che ci sono cose che sono dubbie, hanno parlato della casa di Hitler in Argentina che lui ci va l'estate e non è morto davvero, che c'ha insomma questa casa in argentina e poi potrebbe essere anche che lui vive nelle città di Europa, che magari è un vicino di casa che appare un uomo normale. Alcuni specialisti che sono intervenuti hanno detto che forse Hitler si è operato ed è diventato femmina, che potrebbe sembrare una femmina giovane. A me però sembra strano tutto questo, non mi sembra regolare che lui sembra una donna giovane, piuttosto credo che sia una vecchia, una sdentata con le pustole come mia nonna. Mia nonna sta sempre zitta in un angolo del divano, non riesce più a fare le faccende, non stira più e non fa l'uncinetto. Sta sempre sul divano a sbucciare fave che tiene nella busta della coop e le porta con lentezza alla bocca. Mastica fave dalla mattina alla sera, poi a turni dobbiamo lavare la sua dentiera che è sempre piena di residui di fave masticate. Ho iniziato a guardare con sospetto la nonna quando un giorno ha detto che i tedeschi erano tanto dei bei giovani durante l'occupazione nazista e che erano stati gentili con lei quando occuparono la sua piccola casa di Marina di Ascoli.
Poi è successo che a furia di osservarla ho notato che ha una strana persistente peluria sopra il labbro superiore…sono baffi.
 C'ho messo poco a fare uno più uno, e anche grazie alle indicazioni di Voyager lo ammetto, ho scoperto che mia nonna è Hitler.
 
Ho chiamato la polizia per informarli e loro hanno detto che sono pazzo, malato di mente, hanno mandato l'ambulanza con il medico che voleva farmi le punture e mettermi la camicina bianca che è di quelle all'incontrario con le maniche lunghissime.
 
Io sono scappato in cima alle scale ed ho iniziato ad urlare che se ne andassero via che non capiscono niente che loro non tengono conto delle verità segrete, quelle che dice Voyager cioè, che non sanno niente dei bambini indaco e non lo sanno ad  esempio che nel duemiladodici finisce il mondo, esplodono i pianeti. Non sanno che Gesù prima di diventare uomo di carne e di essere ucciso nella croce volava, aveva i superpoteri e combatteva contro le navicelle degli alieni nemici guidate dagli angeli caduti in volo che volevano effettuare il male. Lui sparava i pugni d'acciaio ed aveva armi superpotenti come l'alabarda spaziale e i raggi supersonici. Poi per redimere i nostri peccati che erano per lui come la criptonite per superman rinunciò ai superpoteri ed andò sulla croce.
Adesso vogliono fare lo stesso a me e mi hanno rinchiuso in questa stanza ma non lo sanno che io dentro c’ho l'energia solare e che farò esplodere questa stanza, questo ospedale, il mondo intero.

Sex and the galosce

Amo molto le canzoni che fanno "dlìn dlìdlìndìn dìn".
A Natale le canto sotto la neve e mi faccio una divisa nel mezzo speciale con la brillantina.

Vorrei raccontare di quando sono uscito con una ragazza.
Quel giorno indossai le galosce e l’impermiabile dei Puffi e partii la mattina di buon ora.
Per risultarle più affascinante infatti le dissi: "Che sarei passato a prenderla!", sbagliando la grammatica della frase per via della strizzarella.
Sicchè camminai tutto il giornetto e attraversai campi e pozze e anche qualche cancello dove dentro ci erano i cani abbaioni, sempre con le mie galosce on (come dicono gli anglosassoni quelle rare volte che si pronunciano sull’utilizzo di galosce). Quando arrivai a casa sua era il tramonto. Io avevo le gambe tremule e gli chiesi se sicci fidanzava.
Lei mi disse: "No.", ma intendeva col cazzo.
Allora le chiesi se mi sparava un bacio con la lingua. Lei disse ancora di no.
Allora le chiesi se mi abbracciava il busto. Lei mi si negò.
Allora le chiesi se mi dava un bacio a stampo sulla guancia. E lei allora disse: forse.
Mi dette uno stampino e io goddi.
Proseguimmo con il programma che avevo previsto per la nottata.
Si andava al parco in piazza Frocis dove ci sono i giochini.
Lei ci venne ignara.
Le feci passare una splendida nottata, tutta spesa a guardarmi fare lo scivolo con le mie galosce.
Quando si assopiva le urlavo: "Mi guardi?! Eh?! Mi stai guardando che faccio lo scivolo?!".
Un fantastico primo appuntamento.
La riaccompagnai a casa l’alba successiva e le dissi: "Allora ci vediamo presto" come fanno nei filmi al cimena.
Lei rispose "Col cazzo.", ma intendeva col cazzo.
Me ne andai subito dopo e camminai tutto il giornetto attraversando qualche cancello dove dentro ci erano i cani abbaioni e anche pozze e campi.
Una volta giunto presso il mio domicilio mi preoccupai di togliere lo sperma rappreso dalla fodera dell’impermiabile dei Puffi.