Archivio mensile:luglio 2010

Nostalgia

Facciamo che io sono le vongole e tu sei la piscia?
 
Sì, ma poi facciamo che tu sei il mascarpone nel pandoro la sera di natale in un piattino di plastica accanto al frigo sbrinato mentre fuori piove ed io sono la carta igienica quasi finita che ne restano appena due giri attorno alla mano.
 
Ci sto, ma poi  facciamo che io sono i soldatini di plastica verde, i tedeschi e gli americani mescolati tutti insieme anche agli indiani e tu sei Marina di Padova?
 
Sì, e poi facciamo che io sono il quadrupede nero che hai sotto al letto e tu sei i tortellini al burro.
 
E facciamo anche che io sono le noccioline e tu le zecche grasse che saltano sul materasso di Mirko Puttani.
 
Sì, ma facciamo poi che io e te insieme siamo le caccole e che la maniglia del ripostiglio è la nonna.
 
E poi facciamo che la nonna è io e te e che il televisore grande è la mamma.
 
Sì, sì, e poi facciamo anche che io sono te da morto e tu sei i dinosauri.
 
E pure che io e te siamo la volpe e che le conchiglie sono Dario Hubner.
 
E poi facciamo che io sono le uova e tu sei gli sbadigli.
 
Allora dopo si fa che io sono la vecchia che avvelena le crostatine e tu sei la nostalgia.
 
E allora poi io sono la spuma al cedro e tu sei la carogna del cane bigio sepolto nel cemento.
 
E poi allora io sono le cicogne e tu un pettine.
 
E  poi si gioca che io sono le pizzette e tu i cavalli e le noccioline.
 
E poi io sono le pozzanghere e tu gli Shangai eh?
 
Va bene però poi andiamo a fare merenda.

Qwertyuiop

Alle medie io col mio culaccio stavo seduto in seconda fila, di lato accanto a Mirko col termosifone di lato. A merenda mi portavo tocchi di parmigiano, frittatine, bomboloncini e sacchetti di patatine al formaggio, che sovente sudavo. Io alle medie sudavo formaggio, quando gli altri ciulavano in cortile io stavo col culo adeso al termosifone ed il mio gilè con la cerniera a sudare formaggio. Al mattino la mamma mi infilava i calzoni e mi faceva la divisa nel mezzo, avevo un principio di tettine e i compagni mi strizzavano i capezzoli e mi chiamavano culo di bue anche se io mi chiamo Vettore. In cameretta io tenevo la mia collezione di dinosauri che nessuna compagna voleva venire a visionare quando io le invitavo. Io a scuola andavo in autobus dove mi vergognavo di essere visto dalle signore e avevo paura degli sguardi dei vecchi che mi controllavano se mi sedevo sui posti degli invalidi dove volevano sedersi loro. A scuola io mi vergognavo che le compagne mi guardassero il mio culo a sacchetto. Alle medie tutti si divertivano ed uscivano la sera, io invece a casa sudavo formaggio. Quando gli altri uscivano al cinema e andavano a darsi i baci nei parchi,  io in cameretta sudavo formaggio. Quando gli altri organizzavano i calcetti o andavano al mare io restavo a casa con mamma a sudare formaggio. Adesso ho trent'anni, studio Geografia industriale, sto imparando a battere al computer col qwertyuiop, non è mica banale. Mi mancano quattordici esami, poi cercherò un impiego. Intanto sto qui a casa a sudare formaggio.

ASL

Oggi pomeriggio ho preso permesso in ufficio e sono uscito due ore prima. Avevo un impegno, dovevo andare a ritirare le analisi della piscia alla ASL. La ASL è l’Azienda sanitaria locale, è una cosa importante e che a me mi piace andarci. Ho fatto le analisi perché ho avuto della tosse a cui ha detto il sig. Dottore forse devo operarmi. Può darsi che c’ho un cancrerello ha detto. Quando ho ritirato le analisi non mi hanno voluto spiegare se fossero buone o meno, se la piscia fosse marcia o buona. Dovrò fare altre analisi, passerà tempo prima di ricevere una risposta definitiva, mi mangerò le unghie. Se sono malato comunque avrò anche dei vantaggi penso, perché da una parte è vero che crepo ma dall’altra non devo più andare a lavoro, non devo più stirare la camicia la mattina né farmi i baffi e lustrare le scarpe e dire sempre di sì ai miei capi.
 
Se crepo alla fine non ho più i pensieri del mutuo a trent’anni e di pagare l’Enel e il travestito Mauro che mi chiama “bello” e sporge la bocca che sembra un culo.

Pic-nic

Oggi mi sono svegliato presto, non avevo sonno, non si lavora, è la festa della repubblica anche se non so cos’è ed anche i pisciatoi pubblici in cui sono impiegato osservano la festività. La gente oggi sarà costretta a pisciare a casa propria, non potrà dire – adesso esco faccio due passi, mangio un gelato e se mi scappa piscio la piscia ai pisciatoi pubblici.  La mia sveglia si chiama Carlo, compie gli anni ad agosto, ha suonato forte i suoni che ti fanno svegliare. Ho deciso che andrò a fare una scampagnata con i tovagliolini. Saluteremo le fughe delle mattonelle, dipingerò un sorriso buono sui tovagliolini (doppio velo) ed andremo al capolinea del 23, località  Le Sciabbie dove vi è un cimiterino di grilli. Li apparecchieremo un pic-nic e staremo benino. Faremo dei balletti io e i tovagliolini, ci racconteremo tanti aneddoti tipo di quando da bambino andavo a fare lo scivolo o davo da mangiare ai piccioni in piazza Duomo oppure di quando a Pasqua e a Natale mamma diceva di alzarmi da tavola e di recitare la poesia al nonno che non capiva niente di quel piovigginando sale sotto al maestrale e si ispezionava i molari con lo stuzzicadenti, le guance rosse dal vino di fiasco. Ricevevo cinquantamila lire dal nonno per quelle poesie. I tovagliolini mi ascolteranno felici e diventeranno un po’ tristi quando dirò loro che poi ad un certo punto il nonno è morto ed è stato bruciato e la polvere di lui nascosta dietro una parete di marmo che davanti ci sta la sua foto da giovane e il nome Gualtiero Pescecani scritto con lettere dorate.
Poi dopo aver riso e fatto bisboccia, quando arriverà il tramonto mi soffierò il naso, mi pulirò la bocca coi tovagliolini e li getterò nel cestino dell’immondizia. Riprenderò l’autobus da solo e proverò finalmente un po’ di sollievo. I tovagliolini alla lunga risultano piuttosto pesanti e non poco invadenti.

Un piccolo rinfresco

Oggi è il mio compleanno e stasera farò una festicciola in casa, un piccolo rinfresco. Mi chiamo Antonello, oggi compio 35 anni e insomma  è un bel traguarderello, mica scherzi, non son più un giovanotto adesso ma un ometto bello e finito come ha detto la nonna. Tuttavia c'ho ancora tutta la vita davanti, mica son vecchio, è sicuro, io ho ancora molte cose che devo effettuare prima di diventare morto. Ad esempio c'ho da finire di pagare il Peugeot (GT turbo!), devo pagare le rate del tv color al plasmon (110 al mese!) e poi devo farmi finalmente una fidanzata che gli piaccia alla nonna che è vecchia e la tengo in camera con me nel letto a castello e la assisto. La nonna mi dice sempre: “Antonello, ma quand'è che ti troverai una brava ragazza, una ragazzina a modo come te eh”?  Io allora sorrido e divento tutto rosso e dico: “eh eh, è vero, è vero, ora la trovo nonna.” Alla nonna non gli sono mai piaciute le fidanzate che io c'ho avuto, a dire il vero non gliene ho presentate tante, soltanto una che in verità non era proprio una vera fidanzata, si chiamava Cinzia  e insomma l'avevo conosciuto per la strada una sera vicino al cinema che ci fanno i film sporchi e dato che nonna in quel periodo diceva sempre che io non ci avevo mai le donne per le mani, perché non pensasse che io magari ero busone allora ho detto a questa ragazza di seguirmi, le ho detto "Senti ti pago un’ora per venire con me a dire alla nonna che sei la mia ragazza ok?" L'avevo visto fare in un film dove all'inizio c'è il protagonista che esce di galera e deve pisciare e non sa dove farla però. Allora decide dato che non può pisciare di rapire una ragazza e portarla a casa dei suoi per dire che lei è sua moglie e lei lo ama perché lui è un bravo marito e poi non so, alla fine un sacco di urla, di cose che non ho capito, il film doveva essere un documentario sui bufali e invece parlava di questo che piscia, davvero una truffa. Comunque almeno ho preso l'idea di portare Cinzia da nonna e di dire che era la mia ragazza, Cinzia è stata in gamba ha detto che ero un buon ragazzo, che ero gentile e simpatico ed ero bravo a fare l'amore. Allora nonna si è incupita e dopo che Cinzia se ne è andata ha detto che non dovevo più stare con quella "troietta" e che non si pensano nemmeno certe cose e che Cinzia era una bugiarda che lei lo sapeva che io non ero un peccatore e  che non avevo certo fatto quelle schifezze che aveva detto lei. E infatti nonna ha ragione, io quelle cose lì, le cose sessuali non le ho mai fatte, perché non sono sposato e la Chiesa non vuole, non vorrei mai che il Papa venisse a sapere che io ho fatto cose sessuate prima del matrimonio. Solo una volta quando avevo dodici anni mi era successa una cosa strana, avevo avuto una sensazione di duro tra le gambe ed allora andai da nonna a dirle quello che mi era successo. Lei si arrabbiò tantissimo e mi picchiò forte forte dicendo di non permettermi mai più e che di sicuro avevo pensato alle cose sporche del demonio. Da allora non mi è mai più successo. Un'altra cosa che comunque io devo realizzare è quella di fare carriera, voglio aumentare di grado nella filiale di San Zeno del supermercato Idol in cui sono impiegato dal novantasette. Ho già fatto la mia carrierina, da magazziniere sono passato a fare il cassiere ed ora il Sig. Brembani mi ha fatto passare a direttore di filiale ed ora io ho la responsabilità di tutto, dei fornitori, delle casse, dei pagamenti e se quelli che ho sotto sbagliano io posso fargli il culo ed urlargli che sono degli idioti ché anche a me lo dicevano sempre all'inizio, e mi facevano il culo sempre per i miei errori, se battevo due volte la stessa confezione di buondì. Adesso io mi rifaccio e con gli interessi dato che c'ho sto potere io adesso e ai nuovi subito gli faccio vedere che qui non si scherza, che non si parla alle casse e si fila dritto e non si va al bagno ogni dieci minuti per fumare o a perdere il tempo. Il Brembani ha detto che se continuo così farò strada, allora che importa se la sera esco sempre da lavoro alle dieci e mezzo o alle undici, tanto a casa c'è la nonna che cucina i cibi e me li mette nel forno in attesa. Quando torno, io devo solo scaldarli e poi metto su la tv che ci sono ancora i programmi di Bruno Vespa che è davvero in gamba e sa parlare di tutto, di mille argomenti diversi come quelli della politica o degli omicidi di persone pazze che annegano i figli nel lavandino, del perché lo fanno, e poi Bruno parla anche delle catastrofi, del malcontento verso il presidente che però Bruno lo difende, dice che è bravo ed io ci credo e vado a letto tranquillo.
Stasera faremo questo rinfreschino in casa quindi e adesso devo andare a prendere l'aranciata, le dixies e gli anacardi che gli piacciono tanto a nonna. Devo anche ricordarmi di prendere i piattini e i bicchieri di carta dove io e nonna ci scriviamo i nomi sopra col pennarellone indelebile per non mischiarli. Spero che vengano altri ma non lo so però perché a lavoro non l'ho detto a nessuno, non voglio che poi pensano che io divento un amico e poi se ne approfittano e non mi danno più il rispetto. L'ho detto anche a Mirko comunque, l'idraulico che era venuto a riparare il lavandino del bagno, chissà se lui viene almeno, alla nonna piace tanto, ha detto che se io fossi una ragazza sarebbe davvero contenta che mi sposassi con Mirko. Peccato davvero allora che sono un uomo.

Frizzi ride in tv

Vivo ad Abbiategrasso, oggi ho fatto la spesa, ho comprato le girelle, i grissini e il pancarré, sto al terzo piano, nel viale dei pioppi che in realtà si chiama viale Alcide De Gasperi, il calciatore.
Io ho un problema.
Anzi ne ho due, uno che la mia mamma è morta e due che c'ho il pene piccolo.
Ieri sono andato in salumeria a guardare i salami e ne ho visto uno davvero bello che avrei voluto che il mio pene fosse così grosso, un salame ungherese che alle donne sicuro gli piace.
In tv stasera c'è Frizzi che ride dietro agli occhiali, la mamma è morta nell'ospizio di Brugherio l'altra settimana, c'aveva il cancro all'intestino. L'ultimo periodo è stato tremendo andarla a trovare, era diventata talmente magra, uno scheletro, la mamma non era mai stata magra prima di ammalarsi, ha sempre mangiato un sacco di girelle fuori dai pasti, di Smarties e beveva sempre la Fanta o la Seven Up.

Al funerale io indossavo le scarpe nuove, quelle di vernice bianca con la punta nera che le ho prese in offerta all'Ipercoop di Sesto San Giovanni coi saldi. Ho usufruito del 30% di sconto.
Finito il funerale in cui  la zia Mara e il Pappadà, il droghiere hanno pianto un sacco di lacrime, io e mia cugina Rita che c'avevamo appetito ci siamo recati a mangiare alla trattoria specializzata in pesce che sta lì a due passi dal cimitero, "Da Glauco".
Abbiamo ordinato al cameriere pallido coi baffi e le ascelle sudate, io ho preso due birre e le tagliatelle al ragù, Rita una Coca Cola light e un risotto allo zafferano, vive a Lambrate, fa le meches, ha due belle chiappe sode.
Dopo che ci hanno portato il caffè (a me normale a Rita macchiato) a me è venuta una voglia pazzesca ed ho toccato il ginocchio di mia cugina da sotto la gonna, son salito fino su alle mutande e lei mi ha lasciato fare, col suo tovagliolo mi ha pulito gli angoli della bocca dal ragù.
Allora ho pagato veloce, non ho aspettato nemmeno il resto, venticinque centesimi, ho detto al cameriere mentre uscivo: "Mancia!" e sono corso alla mia Opel con Rita, lei se ne stava zitta ma aveva le guance tutte rosse e gli occhi lucidi che brillavano strani.
Siamo arrivati al motel su viale Monte Grappa ed ho lasciato il documento, quando il portiere lo ha aperto ho letto il mio nome, Coccinelli Piero.

Quando siamo entrati nella stanza c'era odore di fritto misto a piedi, ho spinto Rita sul letto è le ho alzato la gonna nera, ho urlato: "Puttana!"
Lei allora mi ha messo una mano sulla patta e io mi sono spogliato completamente, velocissimo, avevo l'erezione.

Adesso devo uscire a buttare la spazzatura e controllare che il Puttani non abbia ancora parcheggiato lo scooter a culo accanto al mio ingresso.
Non voglio più pensare al funerale di mia madre, al cimitero, alle risate di mia cugina in motel quando mi sono tolto le mutandine dei puffi.
Non scorderò mai quelle risate e le sue parole prima di sbattere la porta:"Grazie per il pensiero."

Spero solo che la mamma dal cielo non ci abbia visti lì dentro al motel a me tutto nudo e alla Rita che piangeva dal ridere.