Archivio mensile:novembre 2011

Dietro gli occhi.

Inspiegabilmente questo spazio virtuale si sgretola sotto ai nostri piedi.
E noi Siamelli, ancora una volta, ci troviamo a chiudere il recinto quando tutte le gambe sono belle che scappate.
Traslocare?
Noi non sappiamo traslocare.
Le nostre vite si svolgono in teatri di cartongesso, in corridoi al neon, in parchi desolati.
Dove potrebbero traslocare le nostre storie, se non come uno sgangherato pezzo di carta, infilarsi dietro la scrivania di una casa inabitata?
Che fine facciano le anime surreali, i mondi rocamboleschi, noi non lo sappiamo.
Forse hanno un paradiso tutto loro, in qualche luogo, dalle vostre parti.
Seguiteci nelle cose che vi circondano. Dietro gli occhi.
Se ci cercate, in realtà ci state già seguendo.

Forse un giorno i vostri telefoni si spegneranno.
I vostri computer portatili si chiuderanno.
Forse un giorno uscirete per una passeggiata e con piacere languido vi accorgerete di portare in giro un pezzo di noi.

Un romanzo

Sto scrivendo un romanzo di dodicimila pagine in cui il protagonista è una protesi peniena di nome Mauro. Per ora so solo che a pagina sette incontra un soldatino di plastica biondo con gli scarponi bucati che sostiene di essere l'immacolata concezione.

Le mie scoperte

Ho scoperto che vi sono differenti varietà di animali al mondo. Essi si dividono fondamentalmente  in mammiferi, felini e bipedi. Ci sono poi anche i millepiedi e le zebre ma sono solo dei sottogruppi.
I mammiferi non fanno le uova, i felini ruggono e i bipedi hanno alcune gambe.
Ho fatto tutte queste scoperte leggendo i siti internet la sera.
Pasquala mi ha lasciato e allora la sera mi eseguo la cultura navigando dentro internet visto che lei mi ha detto che sono ignorante e torsolo.
Stasera è venerdì, i colleghi vanno presso le pizzerie con le loro fidanzate che hanno i capelli lunghi, le braccia, alcune ginocchia e i culi belli. Io starò in casa invece a bere brodo e cercherò di approfondire il mondo dei vegetali. È da tanto infatti che vorrei saperne di più sui funghi e sugli aghi di pino, in particolare su come si riproducono. Domani cascasse il mondo andrò alla ricerca di informazioni sui lombrichi alati.

Sono un mammifero

É successo che ho mangiato poche banane deviando dalla ferrea dieta che mi ha dato l'istruttore della palestra che sta in periferia e in cui io frequento il corso per diventare scimmia. Deviando dalla dieta ho causato l'ira del signor istruttore che è muscoloso, con la fronte bassa e indossa i pantapalazzo che gli mettono in evidenza le cosce muscolose e i polpacci e al mio ritorno sicuramente vorrà malmenarmi. A proposito volevo dire che mi fa molta paura la parola "polpacci" e vi prego di non usarla mai in mia presenza. A causa dell'interruzione della dieta mi sono anche ammalato di un male misterioso che mi ha costretto a letto da alcuni giorni in cui mi trovo privo di forze e molto malinconico. Faccio strani sogni in cui sono un calabrone parlante oppure un mattone e soprattutto non ho per niente appetito e mi sono reso conto che tutte le persone che conosco, tutti gli amici, i parenti, i conoscenti, il panettiere sotto casa, l'idraulico Arturo, Giorgio il passante non esistono e i numeri di telefono che compongo per avvertirli che ho questo malanno sono numeri inventati che negli anni ho disegnato sulla mia agendina porpora. A pensarci bene non esistono questi individui a cui cerco di far riferimento, il medico che è arrivato mi ha confermato di non avermi mai visto prima e che non sapesse che io abitassi in città. Io gli ho spiegato che mi sono trasferito da poco per motivi di lavoro, lui ha scosso la testa. Ho continuato dicendogli della storia della palestra e della mia dieta di banane e lui ha continuato a scuotere la testa, poi ha tossito per un po' a posta per potersi alzare in piedi, chiudere la borsa ed avvicinarsi alla porta. La sua tosse è stata come il lancio di un fumogeno per non farmi render conto nella confusione che se ne stava andando. Ho cercato di trattenerlo, gli ho fatto domande sul mio futuro, se sarei morto e l'unica cosa di cui mi ha dato conferma mentre fuggiva è che sono un mammifero. Anche la signora delle pulizie non è venuta oggi, del resto non ne ho mai assunta una. Se esistesse si chiamerebbe Catia, verrebbe dal lontano Peru e lascerebbe le scarpe da lavoro nel mio sgabuzzino se ne avessi uno. Quel che è certo adesso è che sono così stanco che non riesco neppure ad alzarmi per andare in bagno e sono costretto a fare la piscia dentro un barattolo di plastica che tengo sotto al letto. Il problema grosso è che io non sopporto l'idea di avere un barattolo di piscia sotto al letto, mi manda fuori di testa pensare che c'è questo piccolo laghetto artificiale sotto di me e la cosa è strana perché mentre l'idea di avere quella piscia dentro al corpo non mi dà di base alcun fastidio, l'idea che essa sia adesso contenuta dentro a un barattolo di olio per motori tagliato a metà mi fa impazzire. Spero solo che la mia fidanzata, Silvia, anzi Mara, oppure Paola, insomma è indifferente il nome, arrivi presto a trovarmi e mi salvi da questo strano malessere con uno dei suoi dolci baci.