Archivio mensile:febbraio 2012

Il mio lattaio è un’astronave

L’uomo super-astronave mega-forte, l’uomo che ha la tuta da meccanico zen eccolo. Eccolo che divampa.

Eccolo l’uomo dei giocattoli, il tipo forte che ha le trombette, ha la  tuta nera, tutta in pelle, anche sul viso ha pelle nera che riveste la sua vera pelle.

É un uomo in vera pelle, l’uomo vipera con passioni svenevoli, si dice kurdo ma non è vero, eccolo che gli partono schizzi dal naso, a volte suona le pentole: klang klang klang!! Proprio scalmanatino, quando resta solo in casa al ricordo di culi si solleva le gambe come un pontelevatoio e poi si annusa le scintille.

Esce e canta la storia delle sue mille trombette, dice a tutti:”ecco queste mie trombette insomma eh eh eh…”

La sera diventa caldo e si depone come un uovo nell’erba ad osservare lo svolgimento di eventi esterni, pensa a mosse di judo, è molto birichino, ride e si sala la coda durante la tramontana.

Ha una scala a pioli innestata nella schiena che gli arriva al mento, coltiva bonsai dentro alle fette biscottate degli altri, altera le analisi delle urine dell’insalata e si vorrebbe assaggiare il pisello ma non ha la bocca abbastanza lunga. Usa cannucce per spidocchiarsi la schiena, si tocca l’acne, è un mezzo cane, apparecchia con posate in plastica i gomiti di suore ipertese, si scruta il braccio di ricambio che chiama Riccardo III e la notte si occupa del proprio mappamondo e di una clessidra che spolvera con le ciglia, si stira al buio la tuta di pelle da astronauta e si soffia il naso tra le ginocchia. Si ammira il tostapane.

Ieri si è nascosto delle tagliole in tasca e si è aggiornato su alcuni oggetti in vimini che deve assolutamente acquistare. Ha dei cassetti segreti accanto al letto in cui tiene lumache e francobolli aztechi.

Il mio lattaio domani in agenda ha in programma l’invasione delle proprie mutande subito dopo i vespri.