Archivio mensile:giugno 2013

Perché?

Ho fatto i sogni brutti stanotte, ancora una volta. Nella realtà nel buio stringevo la mano della ragazza, fuori dalla finestra tirava vento, forse dall’Africa. Nel sogno c’era un uomo senza una gamba che picchiava con una stampella un uomo caduto da una  moto e che se ne stava inerme in mezzo alla strada. Lo zoppo lo massacrava colpendolo in testa e urlandogli contro in un dialetto incomprensibile. Perché? Allora correvo per cercare un telefono, per avvertire la polizia ma era una notte implacabile, lentissima, non c’era nessuno intorno. A un tratto le sirene di un’ambulanza, non so se dalla realtà o dall’incubo mi hanno svegliato. Davanti a me la morte indossava un sacchetto.

Sono un pistolero

Per la strada c’erano le ochette, qua qua qua e io bang bang. Nell’autobus arancione c’erano culi, gomiti, piedi e persone e io bang bang. Al cinema a luci rosse c’erano delle teste storte oltre i sedili e delle mani prima in basso poi, dinanzi al mio incedere, in alto ma io bang bang. Alla farmacia del centro la signorinella gallina con il centrino sulla testa ordinava un cachet, amava il cimane d’essai e io bang bang. Correndo verso casa sono entrato in un baretto, c’erano individui cinesi con le grappe dentro al gozzo che sfogliavano giornali e  io bang bang. La sera sotto casa mi aspettava un’ ambulanza insieme a tre volanti piene di pula con le sirene accese e tanti lampeggianti e io bang bang e loro pure bang bang. Il poliziotto con i baffi mi ha colpito sopra un ciglio mentre morivo ed ero stanco mi  ha chiesto: “Perchè?”  Io gli ho risposto: “Ero un pistolero.”

Le Poste hanno la fortuna

Tanta fortuna che ci hanno queste Poste Italiane! Qui in fila a vivere infinite noie per pagare le bollette coi vecchi che saltano la fila e guardano storto, i cani che abbaiano ai vetri e i cassieri impigriti che sudano al sole siamo in tanti ad essere non poco adirati. Per la precisione siamo: io, Lilly, Pippy, Griffy, Gnugni, Sorry, Potty, Nurry, Cirry, Delly, Simmy e Saffo. E’ davvero una fortuna per le Poste Italiane che tante persone alberghino in un solo corpo altrimenti lo vedevano che rivoluzione che avrébbimo fatto.

C’è qualcuno che

Ci sono gli alberi, la sera, la morte. C’è stato il 1985, ero un bambino e in gennaio la neve. In discesa planavo come un jumbo jet, cadevo. La mamma tossiva in autunno e giurava. Luca noi no, non moriremo come nei film. La morte è solo in tv e a volte in Africa. La ragazza con le gambe dritte indossa i jeans stretti, il fumo delle sigarette la indispone, mentre aspetta gli autobus guarda piano il cielo. Per strada tracce sedimentate di cane, vapori di auto, la ragazza ha  nuvole nella mente e lavoro arretrato che attende. In volo per Istanbul non sto andando da nessuna parte, non so capire i posti, so solo i ricordi, i fili coi panni stesi, il sole che gronda dai tetti. La notte le nuvole eran morte e io avevo un taccuino bianco, avevo i dadi del Monopoli persi sotto al letto, le pagelle stentate, i denti da latte cariati nel comò in rovere.Volevo imparare a disegnare cavalli ma avevo un problema ai polpastrelli, li mangiavo in silenzio tra le dieci e le undici e mi cresceva la barba senza che potessi notare i suoi movimenti. Ci sono le nuvole nella mente, mi ballano gli occhi tra l’infanzia e il mai più, a Bomarzo abbiamo incontrato la magia. Ci sono gli alberi, la sera, la morte e c’è qualcuno. C’è qualcuno che ha avuto il coraggio di sposare la cassiera del minimarket all’angolo e di farci all’amore. Lei pesa duecento chili, è una stronza e indossa i fusò.