Archivio mensile:luglio 2014

Arrigo Sacchi da giovane

A scuola ho rotto la finestra del bagno con un mattone, tolte le scarpe sono saltato fuori e ho corso per i campi. Arrivato sotto a un albero mi sono spogliato, nudo ho spaventato una coppia che in macchina provava a fare l’amore. Tornato a casa che era buio ho staccato dalla parete di camera mia il poster di Arrigo Sacchi da giovane e me lo sono attaccato con lo scotch sul pube. Ho aperto il gas. Poi mi sono recato qui, in commissariato e ho spiegato che oggi non mi sono sentito tanto bene e che sono in ansia perché credo che presto non avrò più una casa dove andare.

Interurbana

Mi hai telefonato stanotte quando mai mi sarei aspettato di risentire la tua voce che a distanza di anni mi è sembrata così diversa. Anche il tuo nome non sono certo fosse lo stesso di quando ti amavo, ma non importa, le cose cambiano in continuazione. Hai chiesto di cose che tu proprio non potevi sapere e prima che io potessi rispondere qualcosa mi ha risvegliato. Ti vorrei ringraziare, perché non puoi immaginare quanto mi abbia fatto piacere averti sentita un’ultima volta. Sogno o non sogno ho davvero avuto l’impressione che tu avessi a cuore le questioni di cui questa notte con tanta delicatezza hai saputo parlarmi.

Vacanza

Eppure lo sapeva che a Montecalro avrebbero speso tanto e niente era comunque garantito dal punto di vista della fica. Niente. In certi ambienti i soldi sono solo un punto di partenze, non certo una garanzia e del resto lui lo aveva detto che era meglio andare a Portogruaro. Così alla fine di quella settimana che sarebbe dovuta essere sulla carta gloriosa si ritrovava con il portafogli sgonfio e ancor più in astinenza. Questo non era accettabile, soprattutto ripensando alla bellezza lancinante delle donne che gli erano sfilate davanti in quei giorni, senza che per lui non ci fosse la minima possibilità di un appiglio. Domenico pensava a queste cose vagando lungo una spiaggia isolata dopo aver abbandonato il gruppo che ormai allo sbando si era biecamente dato all’alcool. A un tratto ancora immerso nei rimpianti e nello sconforto vide qualcosa galleggiare vicino alla riva appena illuminata dalla luce del neon. Si avvicinò e scoprì che si trattava di una magnifica tartaruga gigante arenata sul bagnasciuga. Domenico sorrise e pensò che per quanto non fosse certo ciò che si era auspicato all’inizio della vacanza, almeno si era salvato in extremis dall’umiliazione di tornarsene a casa a bocca asciutta.

Il ritorno di Jurgen

A caval donato non si guarda in bocca. Questo il messaggio scritto dietro la cartolina ritraente una statua equestre ricevuta dal mio amico Jurgen che così mi avvertiva del suo imminente ritorno in città. Sono andato alla stazione e il treno è arrivato in perfetto orario. Rosso di sera bel tempo si spera ha detto Jurgen per salutarmi. Io ho fatto un passo di lato e ho sorriso. Ci siamo recati presso una taverna per bere qualcosa e appena entrati nel locale Jurgen ha apostrofato il cameriere dicendo: Amor che nasce di malattia quando si guarisce passa via. Il cameriere ci ha portato due bicchieri di porto rosso e Jurgen ha commentato: Non gira il corvo che non sia vicina la carogna. Gli ho chiesto allora a cosa dovessi la sua visita e lui ha risposto: I figli dei gatti mangiano i topi. Ho sorriso e ho aggiunto che ero molto d’accordo, so bene che  a Jurgen non piace essere contraddetto. Gli ho chiesto come stessero i suoi cani, che da sempre tratta come figli, e lui ha sentenziato: Al gatto che lecca lo spiedo non affidar arrosto. Ancora una volta ho annuito, poi ho fatto cenno al cameriere. Giunto presso il nostro tavolo questi ci ha chiesto se desiderassimo altro e Jurgen ha replicato: A buon intenditor poche parole. Poi ha estratto una pistola e lo ha fulminato. Piano.

La scala

Nel mio appartamento quando apro la porta blu che sta accanto al frigo, dietro trovo un’altra porta blu che nasconde una porta blu. So che lì dietro da qualche parte si trova una scala di mille gradini che obliqua conduce fino a una porta blu.

I due Liocorni

Ci son due coccodrilli e un orangotango, due piccoli serpenti, un’aquila reale, il gatto, il topo, l’elefante, Gerry Scotty, Alberto Tomba, Mike Bongiorno, Mirko dei Bee Hive, Ciccio di Nonna Papera, Jovanotti, gli 883, Roby Baggio e la Defilippi non manca più nessuno, anzi no mancano Del Piero, Vittorio Sgarbi, Leonardo da Vinci e J-Ax.

Ho trentaquattro anni e sono ripetente. Ho problemi alla mente, alla memoria. Per questo non riesco ad andar bene a scuola e le maestre mi bocciano. Al dottore l’ho giurato però che io mi impegno tanto e che certo prima o poi riuscirò ad approdare in seconda.
Davanti all’aula le maestre stamattina parlavano della domenica appena trascorsa, una ha sorriso, aveva un fiocco rosso fra i capelli. Vorrei tanto che un giorno si innamorasse di me.

Le mie gambe

Sul volo per Detroit capito nel sedile di mezzo, come al solito ho trascurato di prenotare un posto lato corridoio, a dispetto delle mie claustrofobie volanti. Per distrarmi osservo allora l’uomo calvo e addormentato che siede alla mia sinistra. Indossa pantaloncini celesti corti al ginocchio e scarpe da ginnastica, nessuna traccia dei calzini. Mi focalizzo sulle sue gambe pallide, i peli arruffati e penso che quelle potrebbero benissimo essere le mie gambe. Eppure sono le gambe di uno sconosciuto addormentato, non le mie, di questo riesco ad esserne abbastanza certo. Anche i suoi gomiti a dirla tutta non differiscono troppo dai miei, potremmo anche scambiarceli i gomiti e nessuno credo se ne accorgerebbe. Durante una  turbolenza improvvisa che per un attimo scuote dal sonno il mio vicino penso che, nel caso dovessimo essere fatti per una qualsiasi ragione a pezzetti e gettati come shangai in un’arena, nessuno saprebbe più distinguerci, neppure io a dire il vero.

23 luglio

Sono uscito di notte nel parco fradicio di pioggia e ho camminato insieme alle lumache marroni per spaventare le ombre della morte, i fantasmi dei cani.

Franz

Oggi mi hanno chiamato i miei, erano mesi che non li sentivo, ma dal tono che mia madre aveva al telefono ho capito subito che c’era qualcosa che non andava. Mi hanno convocato per le sedici. Quando sono entrato papà stava seduto sul divano, al suo solito posto, in tv il telegiornale senza audio, soldati stesi tra macerie a sparare, il replay di un goal. Mamma mi ha chiesto di accomodarmi, non mi ha offerto niente da mangiare e così ho saputo per certo che doveva dirmi qualcosa di serio. Mio padre mi ha salutato con un cenno tenendo lo sguardo al pavimento. Ultimamente papà non è stato molto bene come sai, per questo ieri siamo andati alla clinica per delle visite specialistiche ha detto mamma. Ho iniziato a temere: il pallore di mio padre, il suo silenzio e la difficoltà nel parlare. Eccoci al dunque ed è ancora così giovane ho pensato. Le notizie non sono buone purtroppo, ma tuo padre e io riteniamo che tu debba sapere la verità, anche la peggiore. Ho estratto automaticamente una sigaretta dal pacchetto accartocciato e mentre cercavo di accenderla con un cerino mia madre ha aggiunto: le analisi non sono andate per niente bene, abbiamo letto solo stamani i risultati e ci dispiace ma in pratica domani muori.

Il mare d’estate e il signor Antonio

La città d’estate è invivibile, per il caldo e la desolazione del centro. Ormai per il secondo anno consecutivo con Anna ci siamo organizzati in modo che almeno lei e i ragazzi passino la stagione al mare. Io sono molto impegnato in azienda e il nuovo progetto che mi hanno affidato, motivo di grande orgoglio, non ammette distrazioni di sorta. Vado quindi a trovarli il fine settimana e in queste occasioni passeggiamo tutti insieme sul lungomare la sera e prendiamo il gelato vicino alla scogliera. Ripartire la domenica sera, non lo nascondo, è un grande strazio e sempre mi prende al cuore quella specie di nostalgia incolmabile che avevo da bambino, quando mio padre mi lasciava la mattina all’asilo. Ma non posso lamentarmi, sono giovane, faccio il lavoro che ho scelto e sono riuscito a sposare la donna che amo. So di essere un uomo fortunato tanto che a volte quasi non ci credo se penso da dove sono partito, a quello che ho dovuto affrontare. Non è andata male neppure con la scelta dell’appartamento al mare. Anna mi ha raccontato che l’altro giorno si è rotto il tubo di scarico della lavatrice e si è allagata tutta la cucina e che per fortuna è intervenuto il nostro vicino di casa, il signor Antonio. È gentilissimo, mi ha aiutata a sostituire il tubo e a ripulire il pavimento, non so come avrei fatto se non ci fosse stato lui. Mi conforta sapere che Anna possa contare sull’aiuto di qualcuno quando io non ci sono. Devo proprio ricordarmi di portare un regalo al signor Antonio la prossima volta che vado al mare per ringraziarlo di tutta la sua premura.