Archivio mensile:marzo 2015

Anestesia

E’ un ragazzo sensibile. Un mistico azzardò l’insegnante di matematica col seno a punta durante l’esame di terza media. Mi sono rasato la testa – ancora non merito di avere dei capelli – mi giustifico tra me e me. Pensa a quando ti cadranno, goditeli fino a che sei in tempo diceva Bernardo prima di sparire.

Via via che il tempo mi portava verso la deriva che va in senso opposto all’infanzia ho lasciato da parte pose e pensieri. Non mi piace parlare e trascorrere il tempo con altre persone. Ho riempito casa di fiori e piante e a volte anche i gatti sembran di troppo. Nel silenzio dell’alba accendo incenso, annaffio i vasi e faccio attenzione a come appoggio i piedi mentre cammino.

Con l’avvicinarsi della fine molti conoscenti si sono accostati alla fede, alla religione. Mia madre per molti anni ha parlato della bontà di dio, della sua mamma che io mai conobbi e di quanto fosse santa, confondendola con la vergine Maria. Io mi appresto al silenzio e non voglio pensare alla salvezza, alla continuazione. Non provengo da nessuna parte, non vado da nessuna parte mi dico, ci sono solo state alcune sensazioni capitate in questo agglomerato che porta il mio nome.

La sera quando rimbocco le coperte intorno al collo penso che sarebbe bello se la morte fosse come l’anestesia di quando da bambino mi operarono alle tonsille e io scivolai via, non so dove. Quella rimane la sensazione più dolce e rassicurante di cui ho memoria.