Paura

Mi piace il davanzale di una casa ad angolo pieno di vasi di limoni e piante del deserto. Di fianco alla portafinestra una palma ingiallita mi fa pensare a mio padre e ai suoi capelli di canapa. Mentre con passo di soldatino di latta colmo la distanza fra la fermata dell’autobus e il portone di casa osservo assi di legno lungo il torrente, cartelli con foto di gatti smarriti e in cielo la sagoma sbiadita della luna. Sopra le aiuole con le campanule volano farfalle che mi fanno rabbrividire e oltre il cavalcavia sfioro la siepe di lauro con sopra la giacca a vento del suonatore di tamburi. Quando ero giovane avevo l’abitudine di appostarmi nei luoghi di passaggio nella speranza di imbattermi nello sguardo di qualcuno ma tirando le somme posso dire che non mi sono mai incontrato con nessuno. Qualcosa deve essere successo che mi ha reso così fragile che quando a testa alta dico che non ho paura di niente è allora che di tutto ho paura.

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